Conference: motives in St. Petersburg

Conference website: https://sites.google.com/view/mispb2018/home

Title: “Rigidity for cycles of relative dimension zero”
Abstract: In this talk, we will present a relation between a certain group of algebraic cycles, with finite coefficients, on a regular quasi-projective scheme X, flat over an excellent Henselian DVR A with perfect residue field, and the motivic cohomology (with compact support) of the special fiber, in the range classically corresponding to the group of zero cycles and under the assumption of the existence of a good compactification of X.
When X is projective over A, this relation was studied by Bloch and Esnault-Kerz-Wittenberg, generalizing previous works by Sato and Saito. Our main result can be interpreted as a proper base change theorem ”with compact support” for relative 0-cycles. This is a joint work with Amalendu Krishna

Decreto dignità e i precari della Ricerca

Ecco il testo integrale del mio intervento pubblicato (con qualche modifica) il 2 Agosto sul Fatto Quotidiano qui e sul sito dell’Associazione Luca Coscioni qui.

Le nuove norme contenute nel disegno di legge in discussione alla Camera contribuiscono a creare confusione e disparità tra ricerca pubblica e privata

Dopo gli ultimi ritocchi in Commissione, il decreto Dignità arriva all’esame della Camera, e le strette sui contratti a termine, per come formulato il testo attuale, potrebbero avere serie conseguenze su un buon numero di addetti che operano nel mondo della ricerca scientifica. Il tutto in un contesto di scarsa attenzione da parte dell’opinione pubblica e della stampa.

Il tema, sollevato dai direttori degli Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico (IRCCS), ma che interessa anche altri istituti di ricerca italiani, è quello dei limiti alla durata massima e al numero dei rinnovi dei contratti a tempo determinato. Un tema generale, certo, ma che potrebbe mettere in particolare difficoltà un settore che, per molte ragioni, sopravvive grazie al lavoro di migliaia di ricercatori precari, che rischiano di non vedere un rinnovo alla scadenza del proprio contratto.Con qualche eccezione: la stretta non vale per il pubblico impiego, per il quale continuerebbero a valere le norme esistenti.

Il nuovo testo contribuisce così a creare una insensata disparità contrattuale tra chi opera in strutture pubbliche e chi opera in strutture private, in un mondo in cui spesso i finanziamenti sono mescolati, e pubblico e privato si intersecano frequentemente: strutture di diritto privato sono, ad esempio, 28 IRCCS su 49, così come l’Istituto Italiano di Tecnologia di Genova, che nonostante la natura giuridica riceve un costante flusso di finanziamenti pubblici.

Ecco perché, al Comma 3 dell’Articolo 1 del testo in discussione, che al momento esclude i contratti stipulati dalle pubbliche amministrazioni, andrebbe aggiunta una forma di deroga per quelli stipulati da università e istituti di ricerca privati.

Delle criticità su questo punto erano del resto già emerse nel 2015, in seguito all’approvazione di uno dei provvedimenti collegati al Jobs Act. Secondo il testo vigente, non modificato in questa parte dal decreto Dignità, è consentita una deroga alla durata massima di 36 mesi (oggi scesi a 24) ai contratti aventi oggetto esclusivo attività di ricerca scientifica. In questi casi, era e rimane consentita una durata pari a quella del progetto di ricerca cui si riferiscono (con l’unica clausola del numero massimo di proroghe – che scendono però da cinque a quattro con il testo attuale).

Deroga che non si applica, come sottolineato a suo tempo dal Ministero del Lavoro, ai contratti “misti”, in cui l’attività di ricerca è solo una tra quelle previste. Una considerazione non da poco, in particolare in ambito di ricerca clinica, dove attività assistenziale e attività di ricerca vanno di pari passo. Ecco quindi spiegata la preoccupazione dei direttori degli IRCCS privati, come l’Humanitas di Milano o l’area IRCCS dell’Ospedale San Raffaele, che vedono un serio rischio in questa ennesima modifica legislativa.

Una pezza necessaria dunque, che al momento si limiterebbe ad evitare di lasciare scoperti migliaia di ricercatori che operano in strutture private. Ma che non deve e non può diventare una scusa per continuare ad ignorare i problemi strutturali legati alla contrattualizzazione dei ricercatori, nel pubblico come nel privato. Hanno ragione, da questo punto di vista, i ricercatori dell’Arsi (Associazione Ricercatori in Sanità Italia), nel loro intervento del 24 Luglio scorso sul Blog del Fatto Quotidiano. La flessibilità nel mondo della ricerca non può essere sinonimo di precarietà, come invece accade in modo sistematico nel nostro Paese. Quello che manca è una disciplina organica delle tipologie di contratto da applicare al mondo della scienza e della ricerca scientifica, un settore in sofferenza anche per colpa di una legislazione non adatta, oltre che per la cronica mancanza di fondi.

Non sono strutturati in modo adatto i contratti di post-dottorato, tutelati in modo specifico nella maggior parte dei paesi europei. Così come mancano le figure contrattuali dei ricercatori a tempo indeterminato, sia in ambito universitario che nella Sanità. In assenza di contratti alternativi, le nuove strette sui contratti a termine non potranno che creare ulteriori problemi al settore.

Una corsa ad ostacoli per chi vuole fare ricerca in Italia, con buste paga oltremodo leggere, scarse o nulle coperture previdenziali, e in generale contratti che creano condizioni di precarietà cronica, figli di un modo di concepire la ricerca come un’attività per privilegiati, ignorando il contributo che porta allo sviluppo del Paese. Senza grande dignità, con buona pace del Ministro del Lavoro.

Seminar at UiO (Oslo University)

On March 13th I will give a talk in the geometry seminar at the University of Oslo (UiO). Here’s the abstract: for more details see the preprint  arXiv:1802.00165.

Title: Rigidity for relative 0-cycles.
In this talk, we will present a relation between the classical Chow group of relative 0-cycles on a regular scheme $\mathcal{X}$, projective and flat over an excellent Henselian discrete valuation ring $A$ with perfect residue field $k$, and the so-called cohomological Chow group of zero cycles of the special fiber. If $k$ is algebraically closed and with finite coefficients (prime to the residue characteristic) these groups turn out to be isomorphic. This generalizes a previous argument due to Esnault-Kerz-Wittenberg to the case of regular models with arbitrary reduction. From this, one can re-prove in case of bad reduction that the étale cycle class map for relative $0$-cycles with finite coefficients on $\mathcal{X}$ is an isomorphism, a result due to Saito and Sato in the case of semi-stable reduction. This is a joint work with Amalendu Krishna.

Seminar at T.I.F.R.

On Wednesday, 07 February, 2018, I will give a lecture in the Geometry Seminar of the Tata Institute of Fundamental Research, Mumbai. Here’s the abstract.

Laumon 1-motives and motives with modulus

In 1974, Deligne introduced the category $\mathcal{M}_{1}$ of 1-motives (built out of semi-abelian varieties and lattices) as algebraic analogue of the category of mixed Hodge structures of level $\leq 1$. Today, thanks to the works of Ayoub, Barbieri-Viale, Kahn, Orgogozo and Voevodsky, we know that the derived category $D^b(\mathcal{M}_{1, \mathbb{Q}})$ can be embedded as a full subcategory of $\mathbf{DM}^{eff}_{gm}(k)\otimes \mathbb{Q}$, and that this embedding admits a left adjoint, the so-called “motivic Albanese functor”. Deligne’s original definition was later generalised by Laumon, introducing what are now known as “Laumon 1-motives”, to include in the picture all commutative connected group schemes (rather then only semi-abelian varieties). Due to the presence of unipotent groups (such as $\mathbb{G}_a$), the derived category of this bigger category cannot be realised as a full subcategory of Voevodsky’s motives. In this talk, we will explain how at least a piece of this category (the “\’etale part”) can be embedded in the bigger motivic category $\mathbf{MDM}^{eff}(k)$ of “motives with modulus”, recently introduced by Kahn-Saito-Yamazaki, and that this embedding also admits a left adjoint (a generalized motivic Albanese functor).

This is a joint work with Shuji Saito.

SPP 1786 Jahrestagung

I’ll be giving a talk at the Jahrestagung for the SPP project 1786 “Homotopy Theory and Algebraic Geometry” at the University of Wuppertal. The Conference takes place from March 21 till  March 24.

Here‘s a link to the conference website.

Upcoming seminars

I’ll be giving a talk at Tohoku University (Algebra Seminar) next week.

Title: Towards a motivic homotopy theory without A¹-invariance.

Abstract: Motivic homotopy theory as conceived by Morel and Voevodsky is based on the crucial observation that the affine line A¹ plays in algebraic geometry the role of the unit interval in algebraic topology. Inspired by the work of Kahn-Saito-Yamazaki, we constructed an unstable motivic homotopy category “with modulus”, where the affine line is no longer contractible. In the talk, we will sketch this construction and we will explain why this category can be seen as a candidate environment for studying representability problems for non A¹-invariant generalised cohomology theories.

 

News

Hi all!

I’ve just moved from the Essen Seminar for Algebraic Geometry and Arithmetic (ESAGA) to the new research group SFB 1085 “Higher Invariants” at the University of Regensburg.

Check here for events, seminars, etc.